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Luigi La Porta: l’Uomo che Difese il Porto dal Ridimensionamento

Busto in marmo che raffigura Luigi La Porta

Se vi state chiedendo perché a Porto Empedocle esiste una via dedicata a Luigi La Porta, o perché su quella strada resiste ancora — silenziosa e un po’ dimenticata — una lapide commemorativa, la risposta è semplice: fu uno di quegli uomini che, nel momento cruciale, fece la differenza.

Un tempo, accanto alla lapide, c’era anche un busto in marmo. Oggi non c’è più, vittima di un atto vandalico che ha tolto visibilità a un pezzo importante della nostra storia. Eppure, il nome di Luigi La Porta merita di essere ricordato, non solo per i suoi meriti patriottici, ma anche — e forse soprattutto — per ciò che ha fatto per il nostro porto e per la nostra città.

Chi era Luigi La Porta?

Nato a Palermo nel 1830, La Porta fu un ufficiale garibaldino, segretario di Stato alla sicurezza nel governo dittatoriale istituito da Garibaldi nel 1860, durante quella brevissima e intensa stagione in cui si cercò di dare un volto nuovo alla Sicilia unificata. Ma non finì lì: La Porta fu anche deputato alla Camera del Regno d’Italia, eletto nel collegio che comprendeva Agrigento e Porto Empedocle.

Fu proprio in quel ruolo parlamentare che divenne un alleato prezioso per la nostra comunità. Per questo motivo, Porto Empedocle gli conferì la cittadinanza onoraria.

Lapide commemorativa posta in via La Porta a Porto Empedocle, dedicata a Luigi La Porta

Una battaglia per il porto

Nel corso del XIX secolo, Porto Empedocle si trovò ad affrontare una crescente concorrenza da parte di altri scali marittimi, soprattutto Licata, che stava espandendo rapidamente la propria infrastruttura portuale. In certi ambienti, si iniziava persino a ventilare l’ipotesi di un ridimensionamento del nostro scalo: un vero e proprio colpo al cuore per l’economia locale, allora fortemente legata al commercio del grano e allo zolfo.

Fu in questo contesto che Luigi La Porta si distinse come un paladino del territorio. Dai banchi della Camera, sostenne con forza le ragioni del nostro porto, si batté affinché le opere di manutenzione e sviluppo non venissero abbandonate, e si oppose ai tentativi di marginalizzazione.

Un’eredità dimenticata?

Oggi, pochi ricordano questo nome. Eppure, senza il suo intervento politico e istituzionale, è possibile che la storia economica di Porto Empedocle avrebbe preso una piega ben diversa.

Rimettere al centro figure come quella di Luigi La Porta non è solo un atto di memoria: è anche un modo per riconoscere quanto la politica fatta con senso del dovere possa incidere, e quanto i legami tra comunità locali e rappresentanza nazionale siano fondamentali. Forse sarebbe ora di restituirgli il posto che merita — magari anche con un nuovo busto, degno di quell’impegno che ha lasciato un segno duraturo.

Precedentemente pubblicato 2025-05-06 10:07:32.

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