
di Crocetta De Marco
La Città della Cultura
La città della cultura, la chiamano così, ed è una cittadina sul mare, sulla costa meridionale della provincia agrigentina, che ha dato i natali ad un nostro apprezzato scrittore contemporaneo, Andrea Camilleri; ma è anche il paese dove abitava la famiglia Pirandello prima che un’epidemia di colera inducesse il padre al trasferimento nelle campagne del Caos, dove il grande scrittore nacque, il 28 Giugno del 1867. Questa cittadina è Porto Empedocle, a circa sette chilometri da Agrigento, e già dal suo sorgere sa di cultura.
Il Caricatore di Girgenti
Prima di ottenere la “licentia populandi”, ed essere quindi nominato Comune, Porto Empedocle era soltanto il Molo, caricatoio della provincia, da dove partivano le navi cariche di mercanzie.
Il porto fu ricavato allontanando il mare, e vennero utilizzate, a questo fine, le rovine dei Templi greci, grandi massi e colonnati considerati allora soltanto vecchi ruderi di cui disfarsi, sacrificandoli per lavori utili, come il riempimento di alcune parti del mare per realizzare il porto.
La Torre Carlo V
La Torre di Carlo V, icona e simbolo di Porto Empedocle, è ciò che rimane della sua storia di “marina”, una torre maestosa di forma quadrangolare, voluta dal re Carlo 5° ed eretta in mezzo al mare, teatro di battaglie e carcere-prigione fino agli anni ’50, quando era già circondata dal porto, in pieno centro abitato, e i poveri carcerati salutavano da dietro le grate i loro congiunti. Adesso è sede di Biblioteca-Museo, considerata Bene culturale e luogo di incontri e convegni.
Un Incrocio di Storie, Culture e Personaggi Illustri
Oggi, ogni strada, ogni piazzetta della cittadina, le varie iscrizioni dei palazzi in centro, il monumento eretto al Pirandello, di cui l’evento del colera del 1863 privò Porto Empedocle dei suoi natali, la odierna statua al commissario Montalbano, personaggio simbolo dei romanzi polizieschi del Camilleri e da lui voluta sul corso principale, lo stesso nome “Vigata” da lui dato alla città nelle sue opere, sono testimonianze di una cultura sempre viva, quotidianamente vissuta dai cittadini, orgogliosi di condividere i propri natali con personalità di tale spessore culturale.

Porto Empedocle nelle pagine di Camilleri
La Vigata di Camilleri è la sua città natale, i racconti che egli narra hanno tutti origine da fatti realmente accaduti nel suo paese, spesso anche conosciuti dai suoi concittadini e nei suoi libri riconosciuti, i luoghi dei suoi racconti sono effettivamente le strade, le vie, i vicoli di Porto Empedocle. Cosi’, la pensione Eva, descritta nel suo omonimo libro, è realmente esistita e, nonostante l’autore sostenga che il libro non sia autobiografico, ogni empedoclino, coetaneo dell’autore, sa che la pensione incuriosiva molto gli adolescenti della sua epoca, e il racconto della sua passata esistenza incuriosisce ancora i giovani di oggi.
Lo stesso dicasi per il romanzo “Le pecore e il pastore”, che narra l’attentato al vescovo Mons. Peruzzo, fatto questo realmente accaduto nell’immediato dopoguerra e che ha lasciato negli agrigentini il ricordo ammirato di questo vescovo che lottò contro il brigantaggio locale e, per questo, divenne un mito.
I luoghi dei romanzi di Camilleri sono da ogni suo concittadino riconoscibili, come il casello delle Cannelle del “Casellante” o la spiaggia di Marinella, a poche centinaia di metri dal centro della città. E’ sorta da qualche anno la Fondazione Andrea Camilleri, con cui l’autore ha donato al Comune di Porto Empedocle del terreno nelle sue campagne a Nord della cittadina e ha siglato un accordo con il Sindaco.
Precedentemente pubblicato 2018-05-22 20:07:47.




