
Introduzione alla Massoneria a Porto Empedocle
Quando si pensa alla massoneria, spesso l’immaginazione vola verso grandi città e centri di potere. Tuttavia, a Porto Empedocle, nel 19° secolo un piccolo borgo siciliano di 7 mila anime, si scopre una storia intrigante che ci riporta al 1909, quando venne fondata la loggia massonica “Il Divenire”. Questo evento smentisce l’idea che la massoneria fosse confinata solo nelle grandi città o centri influenti.
La Vita e l’Influenza di Federico Hoefer
Uno dei protagonisti di questa storia è Federico Hoefer, nato a Grotte nel 1877 da famiglia tedesca, e trasferitosi a Porto Empedocle nel 1920. Hoefer, figura poliedrica e influente, ha lavorato prima come agente commerciale al Consorzio Magazzini Generali Zolfo e poi come ispettore dell’Ente Zolfi Italiani (EZI). La sua presenza era ben nota sia a Grotte che a Porto Empedocle, e la sua appartenenza alla Massoneria Universale di Porto Empedocle aggiunge un ulteriore tassello al suo profilo multidimensionale.
Il Ruolo Economico e Culturale della Massoneria
Ma Hoefer non si limitava alle attività economiche e massoniche. Egli fu anche un pilastro nello sviluppo culturale e religioso della regione, essendo il fondatore della Chiesa protestante e della Comunità Evangelica Valdese in Sicilia. La sua figura emerge come un ponte tra diverse sfere della vita pubblica e privata, influenzando sia la sfera economica che quella spirituale.
Le sue imprese non si fermarono qui. Hoefer fu anche direttore di miniere di zolfo, tra cui il noto gruppo di miniere “Stretto Cuvello” nel territorio di Comitini, lavorando per la ditta tedesca del cav. Giulio Jaeger. Questa attività lo inserisce in un contesto economico e industriale di grande rilievo per l’epoca.
Relazioni e Reti: Hoefer, Pirandello, Camilleri
Non meno interessante è il contesto in cui si muoveva Federico Hoefer, figura centrale nella vita sociale e culturale empedoclina di fine Ottocento. La sua rete di relazioni includeva personaggi del calibro di Luigi Pirandello, con cui intratteneva un rapporto di amicizia che andava oltre i meri interessi letterari. Pur non essendoci prove dell’appartenenza di Pirandello alla massoneria, va ricordato che suo zio, Rocco Ricci Gramitto, fu un noto massone siciliano e intimo di Hoefer, suggerendo un ambiente familiare e culturale permeato da ideali massonici. L’influenza di queste figure sulla società empedoclina, e sul giovane Andrea Camilleri in particolare, è evidente anche nei riferimenti e nelle atmosfere delle sue opere.
A Porto Empedocle esisteva anche la loggia “I Seguaci di Mazzini”, registrata a nome di Francesco Ciotta, che insieme ad altre, come “Dio e Popolo” a Racalmuto, si ispirava alle dottrine di Giuseppe Mazzini. Questo mostra come le idee mazziniane fossero profondamente radicate nella massoneria siciliana, influenzando la vita politica e culturale del tempo. Tra il 1920 e il 1922, si registra anche la formazione di un “triangolo”.
La storia di Hoefer e della presenza massonica a Porto Empedocle nei primi del ‘900 ci mostra come anche i piccoli borghi possano essere crogiuolo di storie affascinanti e di personaggi che hanno saputo lasciare un’impronta significativa nella storia locale. Questo ci ricorda che la storia, a volte, può essere trovata nei luoghi più inaspettati.
La Massoneria e il Commercio dello Zolfo
Il porto di Porto Empedocle, all’inizio del ‘900, era un punto nevralgico per il commercio dello zolfo, un materiale cruciale nell’industria dell’epoca. Questo commercio non solo influenzava l’economia locale ma aveva ramificazioni che si estendevano ben oltre i confini della Sicilia, toccando i mercati nazionali e internazionali.
In questo contesto, la massoneria potrebbe aver rappresentato una rete di contatti e influenze utili per navigare e capitalizzare su questi complessi interessi economici.
Questo ci porta a riflettere su come la massoneria, spesso avvolta in un alone di mistero e speculazione, possa in realtà essere stata un attore influente negli scacchieri economici e sociali locali, specialmente in un contesto dinamico come quello del commercio dello zolfo a Porto Empedocle. La sua presenza in un piccolo borgo, lungi dall’essere un’anomalia, era probabilmente una risposta diretta alle opportunità e alle sfide presentate da un’economia in rapido cambiamento.
Fonti: 1. Rivista Massonica 31 Ottobre 1909, 2. I signori dello Zolfo di Michele Curcuruto, 3. Mazzini massone? Costruzione e fortuna di un mito di Fulvio Conti. 4. Statuti generali ed altri documenti dei Framassoni pubblicati per la prima volta, con note dichiarative. (1874). Italia: A. Befani.
Precedentemente pubblicato 2024-02-20 18:35:40.




