
Le origini e la giovinezza
Baldassare Marullo nacque il 19 giugno 1867 a Porto Empedocle, in una famiglia benestante composta dal padre Marco e dalla madre Margherita Cassar. Sin dall’infanzia fu affettuosamente chiamato “Sarino” dai suoi familiari e conoscenti, un soprannome che lo accompagnò per tutta la vita. La sua famiglia occupava una posizione rispettabile nella comunità locale, e questo ambiente favorevole gli permise di ricevere un’educazione adeguata che avrebbe posto le basi per il suo futuro sacerdozio.
Durante la sua giovinezza, Porto Empedocle viveva un periodo di trasformazione spirituale e sociale, con la comunità che aspirava alla costruzione di una nuova chiesa. Questa atmosfera di rinnovamento religioso, unita all’esempio del padre e dello zio che partecipavano attivamente al progetto della nuova chiesa, influenzò profondamente il giovane Baldassare, instillando in lui quella vocazione che avrebbe guidato l’intera sua esistenza.
La vocazione sacerdotale
Il percorso di Marullo verso il sacerdozio si concretizzò con la sua ordinazione nella città di Girgenti (l’odierna Agrigento) nel 1891. Fu un momento cruciale che segnò l’inizio ufficiale della sua missione spirituale. L’anno successivo, nel 1892, celebrò la sua prima messa nella Chiesa Vecchia di Porto Empedocle, un evento significativo non solo per lui ma per l’intera comunità che vedeva uno dei suoi figli consacrarsi al servizio di Dio.
L’impegno pastorale
Come sacerdote, Baldassare Marullo si distinse per il suo impegno nell’insegnamento della dottrina cristiana. La sua dedizione all’educazione spirituale si espresse in particolare verso due categorie: i giovani, nei quali vedeva il futuro della comunità, e i detenuti, persone emarginate che necessitavano di conforto e guida spirituale. Questo duplice impegno rivelava la sua concezione inclusiva del ministero sacerdotale e la sua attenzione verso le componenti più vulnerabili della società.
Il contributo alla Chiesa Madre
Il nome di Baldassare Marullo è indissolubilmente legato alla realizzazione della Chiesa Madre di Porto Empedocle, opera che rappresentò la concretizzazione del suo amore per la comunità e della sua vocazione di servizio. Il suo contributo fu straordinariamente generoso: oltre a donare una considerevole somma per il completamento dell’edificio, si preoccupò personalmente di fornire l’altare, le campane, l’organo e numerosi arredi sacri necessari al culto.
Il suo spirito di umiltà emerse chiaramente quando, nel 1927, rifiutò la nomina a canonico. Questa decisione, presa in un’epoca in cui tali onorificenze erano ambite, dimostra come Marullo preferisse mantenersi vicino alla sua gente piuttosto che accedere a posizioni di maggior prestigio ecclesiastico.

Gli ultimi anni
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, come molti abitanti della costa, Marullo trovò rifugio a Siculiana. Anche in questo periodo difficile mantenne la sua caratteristica modestia e continuò, per quanto possibile, a servire il prossimo.
La sua vita terrena si concluse il 14 luglio 1943, in un’Italia ancora devastata dal conflitto. Coerentemente con lo stile di vita condotto, chiese che il suo funerale fosse celebrato con semplicità, senza onori particolari. Questo ultimo desiderio testimonia ancora una volta la sua profonda umiltà.
L’eredità spirituale
Oggi, Baldassare Marullo riposa nella Chiesa Madre di Porto Empedocle, l’edificio sacro che tanto amò e al quale dedicò gran parte delle sue energie. La sua tomba, situata nel luogo stesso che contribuì a edificare, rappresenta un simbolo tangibile del legame indissolubile tra il sacerdote e la sua comunità.
La figura di Baldassare Marullo continua a essere ricordata con affetto e rispetto a Porto Empedocle. Il suo esempio di dedizione, generosità e umiltà rimane un punto di riferimento morale e spirituale per le generazioni successive, dimostrando come una vita spesa al servizio degli altri possa lasciare un’impronta duratura nella memoria collettiva di una comunità.
Precedentemente pubblicato 2024-03-11 08:53:36.




