
Nel panorama della storia empedoclina dell’Ottocento, pochi personaggi risultano tanto sfuggenti quanto Gaetano Attard. Figura centrale nell’amministrazione del Molo di Girgenti, il suo nome si intreccia con eventi cruciali della rivoluzione del 1848 e con le trasformazioni amministrative della borgata che sarebbe poi divenuta Porto Empedocle.
Origini e Carriera Politica
Gaetano Attard proveniva da una famiglia di immigrati maltesi, legata all’amministrazione del Molo di Girgenti già da decenni. Suo zio, Marco Attard, aveva ricoperto la carica di eletto aggiunto tra il 1823 e il 1824. Probabilmente nato il 20 o il 28 agosto 1804 da Giuseppe Attard e Rosa Fradella, esercitava la professione di trafficante. Nel 1839 sposò Marianna Lentini nella chiesa di Maria SS. del Buon Consiglio, anche se non si hanno notizie certe sulla sua discendenza.
Attard assunse il ruolo di eletto aggiunto nel 1843, mantenendolo fino al gennaio 1850. Durante i moti rivoluzionari del 1848, si trovò a ricoprire la funzione di “senatore aggiunto”, riprendendo poi il suo incarico originale con la restaurazione borbonica. La sua carriera politica raggiunse un nuovo apice nel maggio 1856, quando divenne il terzo sindaco del Molo di Girgenti, mantenendo l’incarico fino al 1860.
L’Amministrazione e la Rivoluzione del 1848
Uno degli episodi più cupi della sua amministrazione fu la gestione della Borgata durante la rivoluzione del 1848. È proprio in questo periodo che si consumò la tragedia nella Torre di Carlo V, un bagno penale dove persero la vita più di un centinaio di detenuti. L’evento, reso noto grazie ad Andrea Camilleri ne La strage dimenticata, cita Gaetano Attard come colui che, nel dicembre 1847, aveva ricevuto il registro degli atti di morte per l’anno successivo. L’autore sottolinea come Attard avesse previsto un numero di decessi inferiore rispetto alla tragica realtà che si verificò nel 1848, quando si contarono ben 219 morti, tra cui oltre un centinaio di detenuti.
Una Figura Ambigua
La personalità di Gaetano Attard è oggetto di interpretazioni contrastanti. Giovanni Gibilaro, ne I Borboni e il Molo di Girgenti, lo descrive come un uomo tormentato, diviso tra la doppia cittadinanza inglese e napoletana e le sue origini maltesi. Viene delineato come un politico opportunista, capace di adattarsi alle circostanze per trarre il massimo vantaggio possibile.
Camilleri, invece, evidenzia il suo ruolo durante la rivoluzione: nel giugno 1848 divenne presidente municipale, per poi passare a vice presidente e infine a senatore aggiunto. Con la restaurazione borbonica del 1853, Ferdinando II concesse al Molo di Girgenti l’autonomia amministrativa, affidandogli diritti edilizi sulla spiaggia locale.
La Tragica Fine
La sua carriera politica si concluse tragicamente. Dopo l’Unità d’Italia, Attard riprese il ruolo di sindaco, ma la sua figura rimase controversa. Il 21 aprile 1861 fu ritrovato assassinato nella località “Molino a Vento” vicino Girgenti. Le circostanze della sua morte restano avvolte nel mistero, ma Camilleri suggerisce che Attard avesse scoperto qualche segreto scomodo, firmando così la sua condanna.
Gaetano Attard rappresenta un esempio di politico dell’Ottocento siciliano, abilmente in bilico tra le forze in gioco in un periodo di profondi cambiamenti. La sua figura, per quanto ambigua e controversa, rimane fondamentale per comprendere la storia del Molo di Girgenti e della sua trasformazione in una realtà amministrativa autonoma. Oggi, il suo nome sopravvive solo nei documenti e nelle pagine della letteratura storica, ma il suo ruolo merita di essere riscoperto e approfondito.
Precedentemente pubblicato 2025-03-17 09:00:45.




